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Info Affidamenti

Premesso che auspichiamo che ci siano sempre meno sequestri di cani, è doveroso fornire il pubblico di alcuni sintetici chiarimenti circa le attività ed il fenomeno che tentiamo di contrastare. Quando eseguiamo un sequestro sul commercio e contrabbando di cuccioli di razza di provenienza estera (introduzione illecita nel territorio nazionale di animali da compagnia), succede che ogni procedimento penale che si apre è diverso l’uno dall’altro. E’ successo infatti che in casi analoghi, le Procure abbiano agito diversamente; una ha restituito i cani al denunciato, seppur la situazione fosse a nostro parere illegale, e l’altra ha disposto la confisca e successivo affidamento. Questo, presumibilmente, succede a causa di molti fattori: dalla sensibilità del Magistrato, dalla mole di lavoro di una Procura, dalla chiarezza con cui le attività sono state eseguite, dagli elementi probatori che l’organo che ha operato il sequestro ha fornito al Pubblico Ministero, dalla disponibilità di reperire un luogo di custodia e da molti altri fattori. Tra questi fattori annoveriamo, con intento di denuncia, anche anomalie di un sistema Italia che anche in questo fenomeno illegale del commercio dei cuccioli vede manifestarsi condotte di collusione, corruzione e disinteresse, incidendo negativamente nel contrasto all’illegalità. Sono molte le vicende anomale vissute durante alcuni sequestri, tra cui veterinari impauriti (quante volte nel reperire sul momento veterinari liberi professionisti, pur di non partecipare alle attività di sequestro si sono inventati mille scuse, non prestando la loro collaborazione!) o compiacenti, amicizie tra realtà controverse e opposte, “organi” che omettono o favoriscono, ecc.. E a tutto questo si aggiunge una normativa del settore lacunosa e carente e, anzi, in alcuni punti confusa, laddove stabilisce parametri facilmente raggirabili (come l’età dei cuccioli) rendendo il commercio dei cuccioli ancora più semplice: ad esempio non siamo d’accordo con il fatto che il solo organo sanitario che possa intervenire normativamente siano le ASL. Un altro problema è che le norme dispongono che i cuccioli sequestrati debbano essere affidati a strutture come canili o allevamenti. Sappiamo bene che i cuccioli introdotti dall’Est spesso (e ciò proprio a causa di norme inefficaci e controlli superficiali) sono malati o privi delle prescritte vaccinazioni e difese naturali, come sappiamo bene che le strutture come canili, cliniche veterinarie o allevamenti sono luoghi patogeni, dove sono potenzialmente presenti anche malattie infettive (non si possono affidare cuccioli sequestrati a cliniche veterinarie che proprio per professione visitano e curano animali malati, esponendo l’ambiente a malattie trasmissibili). Per questo motivo ogni volta che operiamo, con non poca fatica cerchiamo di adoperarci per trovare strutture sterili idonee e veicoli per il trasporto al fine di garantire agli animali luoghi sicuri e accoglienti, e soprattutto affidabili, gestite cioè da persone fidate e appassionate che non pensino solo alla fatturazione finale ma alla vita degli animali; anche in merito a questo aspetto sono molte le esperienze anomale vissute. Così, per tutto quanto sopra esposto, mentre ci sono commercianti e trasportatori che continuano ad importare, vendere e trafficare tranquillamente cuccioli nonostante indagati o sotto processo, l’EITAL continua con le attività di denuncia e contrasto sul campo, contando sull’appoggio di ognuno di Voi!!!! Ricordando che l’indifferenza rende colpevoli al pari di chi è corrotto, colluso o altro.

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